martedì 12 luglio 2011






1. METAFORA COSTRUITA E NOMINATA.IL MUSEO KIASMA DI HOLL
FENOMENOLOGIA E COMUNICAZIONE
Sebbene Steven Holl non sia un architetto direttamente riferibile alla decostruzione - la sua opera al contrario è dichiaratamente anti-decostruttivista e in generale anti-ideologica, non riconducibile, cioè, a
ideologie o tendenze sulla base di valutazioni stilistiche, compositive e formali – la sua ricerca esemplifica molti dei caratteri dell’architettura contemporanea, trovando una strada molto personale e originale per esprimere questo nuovo modo di concepire l’architettura : interattività, dinamismo, diversità, paesaggio sono alcune delle parole (tabella 1, da: M. Argenti, “La teoria del cigno nero. Il non-linguaggio di Steven Holl” in “Rassegna di Architettura e Urbanistica”, n. 127/128/129, gen.- dic. 2009) che Holl stesso individua come chiavi di lettura per l’architettura del XXI secolo, in luogo di assoluto e relativo, fisso e stabile, singolo e diviso, piano e volume, parole chiave del periodo classico e di quello moderno. Quella di Holl è, quindi, un’architettura che “non può più essere pensata, rappresentata e progettata come un oggetto, ma come un sistema dinamico di interrelazioni con il luogo, la luce, il paesaggio, al cui centro c’è un soggetto in movimento che, per il solo atto di spostarsi, sembra capace di cambiare il posto delle co
se[1]. Da una parte, quindi, il riferimento alla fenomenologia di Bergson e Merleau-Ponty, l’importanza degli aspetti percettivi, dall’altra la centralità della comunicazione e dei processi di metaforizzazione, sono glia aspetti principali dell’opera di Holl.
Suggestioni, immagini, analogie citazioni e riferimenti a temi letterari, musicali, pittorici e filosofici sono molto più che fonti di ispirazione o pretesti creativi, sono vere e proprie “metafore costruite”: una composizione di Bela Bartok per la Stretto House, Moby Dick per la casa a Martha’s Vineyard, il concetto di Kiasma per il museo di Helsinki.
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L’essenza di un’opera di architettura è un legame organico tra concetto e forma. (…) Un concetto sia esso un esplicito assioma razionale o una dimostrazione
soggettiva, stabilisce un ordine, un campo di ricerca, una limitazione di principio. Nel fenomeno dell’esperienza in un’opera costruita, l’idea guida è un filo nascosto che lega disparate parti con un’intenzione esatta. (Anchoring, 1989)
Il concetto di chiasma o intertwining è ripreso da Merleau-Ponty ed esprime un intreccio di soggettivo e oggettivo, di idea e fenomeno, di spazio e tempo, di pensiero e percezione che si si realizza attraverso spazi che propongono esperienze fenomeniche, sensoriali, percettive, concettuali e d emozionali.

Il Kiasma Museum of Contemporary Art (Helsinki, 1998) nasce proprio dall’idea dell’intreccio, dell’incrocio di due linee presenti sul territorio: la linea culturale, che congiunge il museo alla Finlandia Hall, e la linea naturale che lo collega alla baia, e realizza il concetto di chiasma sia dal punto di vista morfologico e percettivo, nell’intreccio della massa del museo con la geometria della città e del paesaggio, sia a livello funzionale, i due volumi che compongono l’edificio, infatti, se all’esterno mantengono la propria identità formale, all’interno raggiungono la completa integrazione, la funzione espositiva, inoltre, si stende all’intera superficie dell’edificio, incrociandosi e sovrapponendosi alle funzioni amministrative e di servizio. Collocato in un’area compresa tra il palazzo del Parlamento, la stazione di Saarinen e la Finlandia Hall di Aalto, e che si estende visivamente verso la baia di Toolo, il progetto si caratterizza per una grande attenzione alla geografia e alla storia di questi luoghi e per una grande attenzione al piano urbano redatto da Aalto, soprattutto per quanto riguarda il rapporti di empatia con la natura e con il passato di questi luoghi.

L’architettura è legata a una situazione A differenza della musica, della pittura, della scultura, del cinema e della letteratura, una costruzione (non mobile) si interseca con l’esperienza di un luogo. Il sito di un edificio è più che un mero ingrediente nella sua concezione, E’ il suo fondamento fisico e metafisico. (Anchoring, 1989)


[1] M. Argenti, “La teoria del cigno nero. Il non-linguaggio di Steven Holl” in “Rassegna di Architettura e Urbanistica”, n. 127/128/129, gen.- dic. 2009, p. 18

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